Io sono un Nerd…. orgogliosamente diverso.
Propongo il video che vi ho mostrato come Manifesto Culturale del Movimento Nerds. Un movimento che si propone di aiutare gli intelligenti emarginati, gli stravaganti e imbambiti cultori di ogni genere di passione, gli untrendy di ogni etnia, sesso ed estrazione sociale, insomma tutti coloro che si sono sentiti almeno una volta nella vita discrimati ed emarginati a causa delle loro passioni culturali (GdR, Robotica, Giochi Medievali, Gare di pantaloni a fiori, ecc ecc), delle loro collezioni particolari (farfalle, miniature, oroscopi cinesi, ippopotami, ecc), della loro voglia irrefrenabile di travestirsi da Pocahontas, Darth Vader o Sailor Moon e della loro incapacità a fare battute comprensibili ai comuni mortali.
Questo manifesto è per quelli che sono stati sfottuti (direttamente o indirettamente) da bulli, bei fusti e fighetti vari per i loro ambigui e sconclusionati costumi e per qualsiasi altra stravaganza che li porta ad una sfrenata ed incontrollabile passione e che tende a dissociarli in parte dalla realtà.
Bene, riportiamo i NERDS alla realtà perchè la realtà è dei NERDS, la vita è dei NERDS, l’orgoglio è dei NERDS, la passione è dei NERDS. Stupendamente diversi.
Contro ogni forma di fighettinaggio e banalizzazione dell’essere umano. Per quello ci sono i baretti in centro…
Mi raccomando alzate la voce e dite la vostra, amici nerds…
E ricordate, i fichi pensano solo allo sport… i nerds pensano solo al sesso…(nota disambigua)





Bravo Biso: è stato un ottimo post. Questa è una idea importante, trasmessa in maniera simpatica. La libertà di poter pensare ed interessarsi a ciò che veramente ci appassiona, senza per questo dover subire emarginazioni o sfottò, è importantissima, è ciò che permette all’uomo di esplorare, conoscere, curiosare, e in questo modo estendere potenzialmente la conoscenza, la capacità e le possibilità dell’umanità. E’ variabilità sociale, è lotta alla banalizzazione, è difesa di tutta la cultura. E’ l’importantissima ricerca dell’unicità, così terribilmente schiacciata dalla società di massa e dai media unidirezionali.
Oggigiorno, in cui tutto è permesso, sdoganato, addirittura consigliato, si soffre un po’ per mancanza di ribellione; sì, c’è la politica, la chiesa, ancora qualche genitore, ma si trova sempre una comunità omogenea in cui far svanire la propria ribellione in quella del gruppo. Ora dunque la vera ribellione è la diversità, l’unicità, riuscire veramente a uscire dal gruppo.
Permettetemi una conclusione un po’ idealista: il nerd è ROCK.
Da: pongi su 28 Giugno 2008
alle 12:16
aggiungerei che il principio dell’unicità personale e della diversità diventa importante anche per la lotta al bullismo che nelle scuole italiane sta aumentando pericolosamente
Da: Frog su 28 Giugno 2008
alle 13:27
Approvo il filmato scelto da Biso. Mi sembra davvero un ottimo sunto della filosofia Nerd e un’accusa a chi, non capendo i Nerds, li attacca in vari modi con lo scherno, con l’offesa e con il PICCHIO (picchiandoli quindi!).
Sono d’accordo anche con l’ugolico amico Pongi, l’unicità e la diversità rappresentano la vera ribellione e sono, secondo me, la ricchezza più grande che abbiamo.
Possiamo distinguerci da una massa di gente fatta con lo stampino, in grado solo di fare, dire, indossare, … quello che altri hanno deciso per loro. Noi Nerds abbiamo ancora una mente viva in grado di agire incondizionatamente e spesso in controtendenza e, soprattutto, riusciamo a creare situazioni nuove e stimolanti, che la maggior parte della gente considera cretinate.
Questo è il pensiero di Riccardo Camillo Bensone, uno che il rock lo sente dentro … diversamente dai fighetti che lo sente dal’iPod!
Da: riccardobensone su 28 Giugno 2008
alle 14:22
io sostengo che tutto sommato la gestione della parte culturale, scientifica e artistica della società della società è praticamente monopolio nerd.
Tutti gli scienziati che passano ali vita a studiare una proteina, i filosofi e filologi che studiano e parlano di cose che nessun’altro capisce, gli scrittori (escludiamo però Moccia e Totti…)…
Per non parlare di grandi e famosi registi Nerd: Spielberg, Lucas, lo sceneggiatore JJ Abrams…
Sono tutti quanti nerd!
Possiamo quindi dire che la parte bella del mondo esiste proprio grazie a loro, anzi, grazie a noi.
E’ vero, il fighetto ci sovrasta di numero e anche noi a volte sentiamo il “canto delle sirene” della moda, ma rimaniamo comunque più agguerriti, perchè capaci di pensiero proprio.
Da: lozobo su 30 Giugno 2008
alle 13:17
Io in realtà non sono pienamente d’accordo con questo post e con i commenti che sono stati dati (anche se lozobo dice cose giuste).
Mi pare che si esageri un po’ nel definire “nerd” tutto ciò che è controcorrente e alternativo. E lo si faccia a tal punto da ritenere che la filosofia nerd sia quasi un potere con cui si nasce, grazie al quale si è diversi e sopra le righe per definizione.
L’autocelebrazione del “luccichio” (inteso come shining) nerd non porta forse alla ghettizzazione? E non è proprio uno degli scopi di nerdsopolis il tentativo di uscire dall’isolamento delle nostre idee per renderle fruibili, per cercare partecipazione, e perchè no, farle risultare anche simpatiche ai non-nerds?
Da: fry su 30 Giugno 2008
alle 16:05
beh, a questo punto ritengo si debba cercare di dare una definizione il più esaustiva possibile di chi sia (o che cosa sia) un nerd, cercando di allargare l’orizzonte rispetto alla sempre e comunque simpatica visione del nerd con gli occiali e i capelli unti.
la discussione potrebbe essere molto lunga, quindi forse gli amministratori eventualmente potrebbero aprire un nuovo thread per discuterne…
la mia idea è che è vero che non tutto quello che è controcorrente è alternativo è nerd, perchè secondo me nerd è colui che dedica molto del tempo seguendo le proprie passioni, passioni che solitamente la maggior parte delle personenon comprende o addirittura “schifa”.
A questo punto quindi bisogna capire il PERCHE’ si è alternativi:
a) per passione ( = nerd)
b) per il semplice gusto di farlo ( = fighetto)
il discorso andrebbe per le lunghe e qui l’ho un po’ semplificato…
Da: lozobo su 30 Giugno 2008
alle 19:21
Sarà che le opposizioni nette non mi sono mai piaciute. Sarà che per ogni x (in questo caso, x = nerd) che si opponga a y (y = fighetto) tacciando y di unilateralità/unidirezionalità, vale che x non è meno unilaterale dell’y contro cui insorge, a meno che non riesca a guadagnare una prospettiva più vasta in cui, ferme restando le diversità tra x e y, sia possibile scambio, dialogo, condivisione di punti di vista, comunicazione. Sarà che sono filosofa, e forse (forse) un po’ hegeliana, insofferente alle morte distinzioni dell’intelletto e innamorata della ragione speculativa.
Quel che mi piace, delle debordanti passioni di cui dite – le più insolite, le più peculiari e astruse – è che, nell’esercizio di esse, tutto “il” mondo pare si concreti in un dettaglio (in una collezione di farfalle africane o di fiammiferi francesi, per dire, o in un GdR in cui si mette – e si trova – tutto se stessi): l’infinità si finitizza e acquista le fattezze di un punto sensibile. Ancora: l’immaginazione crea col suo libero corso dimensioni alternative, frammentando come in un prisma l’unico raggio del reale in una molteplicità di raggi possibili… Questo, mi pare, il senso del dare se stessi a una passione, incondizionatamente… E’ un po’ come vedere cose che gli altri non vedono, avere antenne per musiche che gli altri non odono. Ed è bello.
Però la questione, dal mio punto di vista, non può finire qui. Le cose non-viste e le musiche inaudite, per restare alla metafora, vanno messe a disposizione di altri, vanno comunicate, condivise, cercando il modo e i mezzi pià accattivanti per farlo, magari proprio indirizzandosi a coloro che – a prima vista – parrebbero tutto all’opposto quanto a modus vivendi (i fighetti in centro…? Ma esistono, poi, davvero i “fighettini del centro”? Entità mitologiche, forse…).
Non ci si può limitare – come m’è parso da certi post – a lottare per ritagliarsi uno spazio di libero esercizio delle passioni, forti all’interno del gruppo e perciò – sempre dall’interno – legittimati. Occorre che queste passioni, come bacino di possibilità immaginative “controcorrente” trovino un modo, mantenendo inalterato il loro potenziale eversivo, per incontrare la corrente… Anche quella che scorre nei baretti in centro!
Ve lo dico da filosofa, membro del partito dei “filosofi che stanno tutto il giorno a studiare cose che nessun altro capisce”: è vero, ci facciamo capire poco.. Ma quel che in realtà cercano i filosofi – mossi dall’incondizionata passione – è, da sempre, un linguaggio che permetta un giorno di dire a tutti tutto quel che liberamente hanno pensato e pensano, liberando, dopo essersi liberati, i compagni di carverna… Vi dice niente Platone? Magari con una conclusione meno truce.
Pongi. L’hai letto “L’uomo a una dimensione”, di Marcuse? Il tuo post sa di teoria critica (ed è un complimento!).
Ciao.
Marzia
Da: marzia su 1 Luglio 2008
alle 14:18
Come è possibile che dopo tanti e tanti anni la filosofia non ha ancora imparato un linguaggio per esprimersi in modo da potersi relazionare alla pari con gli altri? (citando Marzia…) “…è vero, ci facciamo capire poco…”
E dire che (citando ancora Marzia…): “…quel che in realtà cercano i filosofi – mossi dall’incondizionata passione – è, da sempre, un linguaggio che permetta un giorno di dire a tutti tutto quel che liberamente hanno pensato e pensano…”
Io lo so perchè. Perchè i filosofi sono dei veri nerd. Non hanno quegli strumenti, quelle capacità relazionali, quel linguaggio per poter comunicare con i “normali”. Proprio come gli “sfigati” del video.
Certo, i filosofi forse hanno una punta di snobismo in più rispetto al classico nerd…
ma io vi voglio bene lo stesso!
Adesso torno a leggere i miei fumetti di supereroi, ad ascoltare musica prog dei ‘70 e a tifare Albinoleffe ^_^
Da: lozobo su 1 Luglio 2008
alle 19:54
Dear all,
sono stupita da tante riflessioni non banali che in una discussione vis-a-vi saremmo (chissà perchè) incapaci di affrontare.
E, vorrei dare il mio punto di vista, da filosofa quale sono: il problema non è tanto il non farsi capire, ma la voglia che ha il tuo interlocutore di imparare. Io penso che il non sentirsi mai arrivati, il non pensare che il proprio piccolo pratino sia la realtà autoreferenziale più bella che c’è, il non pensare mai che “si è arrivati”. Questa è la vera diversità.
Non è questione di “essere filosofi” (e io, modestamente, lo nacqui). Forse sì, il linguaggio è un po’ specialistico, ma mica si sta tutto il giorno a parlare di teoria critica, ragion pratica e falsificazionismo. La filosofia insegna a calarsi ogni volta in un’argomentazione che sembra avere ogni volta una sua razionalità. A calarsi nelle viscere non intestinali o della terra, ma delle meraviglie prodotte dal cervello umano. E poi a applicarla alla pratica quotidiana per avere una capacità di analisi forse più profonda del mondo che ti circonda. E’ un grande potere. O io sono una grande illusa, dipende dai punti di vista.
Rimane comunque il fatto che, nerd o non nerd, la differenza la fa la voglia di imparare, di pensare che il mondo e gli altri avranno sempre qualcosa da insegnarti. E rivendicare il diritto di poter cambiare. Di non essere l’immagine fissa che gli altri hanno di te. L’uomo è poliedrico, questa è la sua grande forza. Può essere addiritura un nerd fighetto allo stesso tempo. Vero Biso?=)
Vale.
Da: Elisa su 4 Luglio 2008
alle 14:18
sentite… ma perchè non organizziamo la Cena dei Nerds e discutiamo di questi temi…
Inoltre io discuterei a questo punto dell’orientamento programmatico di questo blog (che aspira a diventare sito) che dal mio punto di vista si è in parte già delineato , ma che ha bisogno di una ulteriore spinta e definizione
cmq bona to vada o gabba gabba hey per chi piace…
Da: Frog su 4 Luglio 2008
alle 16:13
Potremmo provare a scrivere una costituzione… ma per farlo ci vorrebbe una costituente e soprattutto il wiki, dico male pongi?
Da: fry su 5 Luglio 2008
alle 15:04
Giusto, ci vuole una costituente.
Anche perchè questo post, per quanto interessante, ha preso una direzione da quella con la quale era iniziato.
Non dobbiamo stabilire in che modo si debba interagire con il mondo che ci circonda ( “tutto intorno a te…” ).
Queste cose valgono per tutti, belli, brutti, simpatici, antipatici, colti o cafoni, nerds o non-nerds.
Non è vero che essere nerd significhi essere perfetti, anzi, dire tutto il contrario. Ma visto che nerd lo si è dentro (nerd-indise) alcuni cercano di camuffarlo, altri ne fanno bandiera.
NERD-PRIDE
Da: lozobo su 6 Luglio 2008
alle 16:38
[...] per aiutare la concentrazione stavo sfogliando il libretto dell’ultimo cd dei Metallica. Per curiosità ho letto tutti i ringraziamenti del disco, ma, tutto ad un tratto, sul mio viso stupefatto si [...]
Da: Sai, i Metallica… quelli che han fatto chiudere Napster… « Nerdsopolis’s Weblog su 26 Settembre 2008
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